Nuovo Isee 2025, quando è necessario rifarlo e quanto costa: la guida

Sono sorti molti dubbi tra i contribuenti dopo le novità introdotte dal Dpcm che ha modificato i criteri per il calcolo dell’Isee.

Da mercoledì 5 marzo è entrato in vigore il Dpcm che modifica il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, numero 159. Il provvedimento, come ormai noto, introduce delle significative modifiche per il calcolo dell’Isee, lo strumento necessario per accedere a diversi bonus e agevolazioni.

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Nuovo Isee 2025, quando è necessario rifarlo e quanto costa: la guida (sdlintercategoriale.it)

In tal senso, molti contribuenti si chiedono cosa bisogna fare a seguito di queste modifiche e se sia necessario richiedere una nuova certificazione, soprattutto per chi ha già presentato l’Isee per usufruire di vari contributi, come ad esempio l’Assegno Unico Universale. Capiamo tutto quello che c’è da sapere in merito.

Novità Isee 2025, in vigore il Dpcm: cosa bisogna fare in virtù delle modifiche

Il nuovo Dpcm che modifica il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, numero 159, è entrato in vigore da mercoledì 5 marzo con tutte le misure introdotte dal testo e che riguardano il calcolo dell’Isee.

Nello specifico, il provvedimento ha stabilito che dal calcolo dell’Isee dovranno essere esclusi Titoli di Stato, buoni fruttiferi e libretti di risparmio e qualsiasi altro strumento di risparmio postale garantito dallo Stato sino ad un valore massimo di 50mila euro. Inoltre, saranno anche esclusi dall’Isee anche i redditi connessi alla condizione di disabilità ed è stata stabilita un’esenzione minima di 7mila euro per le famiglie che vivono in abitazioni in affitto. In questo modo, il valore finale dell’Isee risulterà più basso consentendo a molte famiglie di accedere a bonus e agevolazioni o ricevere importi più alti nel caso di misure calcolate proprio sulla situazione reddituale dei richiedenti.

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Novità Isee 2025, in vigore il Dpcm: cosa bisogna fare in virtù delle modifiche (sdlintercategoriale.it)

Essendo già entrato in vigore il Dpcm, tanti sono i dubbi dei contribuenti in merito che si chiedono se sia necessario richiedere una nuova certificazione in virtù delle novità introdotte con il provvedimento. In realtà, al momento, l’Inps non ha ancora fornito indicazioni sulle modalità operative delle nuove disposizioni. Non è chiaro ancora, dunque, se i contribuenti che hanno già presentato la Dsu (Dichiarazione Sostitutiva Unica) debbano richiedere l’aggiornamento dell’Isee o se l’aggiornamento avverrà in automatico.

Il costo per una nuova certificazione presso un Caf si aggira intorno ai 25 euro, per questa ragione l’Inps sta cercando di trovare una soluzione con la Consulta Nazionale dei CAF, dato che il Dpcm è arrivato ad anno in corso, quando molti contribuenti avevano già provveduto con la richiesta. Ovviamente la situazione riguarda solo chi possiede uno o più strumenti indicati dal provvedimento e ha già chiesto la certificazione. Per chi è in possesso di questi strumenti esclusi dal calcolo e non ha richiesto l’Isee, il consiglio è quello di aspettare qualche giorno in attesa delle istruzioni dell’Inps.

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